Non è più possibile separare il valore gastronomico di un piatto dal suo significato etico.
Possiamo anche girarci dall'altra parte, ma questo legame ci grida addosso la sua brutale evidenza. Perché, secondo i dati ufficiali della Fao, nel mondo si produce cibo per 12 miliardi di persone e sul pianeta Terra siamo in 7 miliardi, con 1 miliardo che soffre (e muore) di fame. E solo nell'ultimo anno questa cifra è aumentata di cento milioni. Non basta: nei campi sono stati immessi negli ultimi quindici anni più prodotti chimici che nei cento anni precedenti. Sono dati che devono far riflettere. È sempre più diffusa la consapevolezza che il cibo è un valore che ci accomuna tutti e mette in
discussione tutto il nostro sistema economico. Quello che mangiamo, secondo l'intuizione di Carlo Petrini, deve essere “buono, pulito e giusto”. Il motivo va ricercato in un antico verso: “Nessun uomo è un isola - scriveva il poeta inglese John Donne nel XVII secolo - Pertanto non chiederti per chi suona la campana. Suona anche per te”...leggi tutto l'articolo di Antonio Di Lorenzo