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Se gli appartamenti hanno un passato figuriamoci gli alberghi. Anzi, proprio per il fatto di trovarsi in fondo ad una strada, all’inizio o alla fine del giorno, nel bel mezzo della vita possono trasformarsi in una nuova casa che di provvisorio ha solo il corridoio, lo spazio comune con altri inquilini, votati però a ripartire, al ruolo di comparse, presi in una elegante fretta.
Così è successo al Miramare, prima dei lavori. Quando Nicola Mele acquistò le quote insieme alle sette camere ereditò alcuni clienti fissi. Persone che, da quel momento, anche per lui diventarono parte dell’immobile. Il loro viavai ne segnava il tempo, mentre per alcuni stare in albergo voleva dire, semplicemente, duramente, avere un tetto e anche qualcosa di più. C’era, ad esempio, una signora che faceva la vita, un tipo mascolino che veniva insieme a due fratelli, ora con l’uno ora con l’altro. Non più giovani la corteggiavano senza poter stabilire a chi spettasse la precedenza. Nascevano delle gelosie e di conseguenza delle discussioni. La signora continuava a frequentarli e a conservare quei tratti duri, quadrata anche nello sguardo. In quel rapporto geometrico sembrava esclusa, quasi per principio, la linea morbida, curva.
Alla camera 7, viveva fissa un’ex segretaria, la signora Vitalia, una donna minuta rimasta sola. Sola al punto di interpretare allo specchio la vita che le rimaneva. Era allora un tentativo continuo di abbellirsi, truccarsi, tingersi maldestramente i capelli. Fino alla all’uso imperiale del latte: latte della centrale che però per Vitalia era, senza mezzi termini, idratante.
La storia della camera 3 è una di quelle storie che puoi raccontare solo esitando e abbassando involontariamente il tono della voce, per una sorta di rispetto, di per sé inutile e perciò tanto più obbligatorio. Dietro la porta, vive ancora un uomo con i gradi che ha viaggiato sulle navi grigie e, in qualche modo, non ne è mai sceso. Non per nostalgia, ma perché quella camera è l’unico posto rimasto che gli permetta di venire a patti con il resto del mondo. Hanno anche cercato di portarlo via, di affidarlo ad un servizio, ma non si è fatto trascinare. Ora che nessuno lo cerca, quando esce, sempre impeccabile, avrà la sensazione di visitare un altro continente e di risalire appena in tempo. Un abitante d’albergo cortesissimo come la sorella che giornalmente lo rifornisce di notizie e di sigarette.
HOTEL MIRAMARE
Via Roma 59 - Cagliari - Tel. +39 070 664021 - www.hotelmiramarecagliari.it
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