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Conto da 579 euro per un pranzo, locale chiuso per carenze igieniche. Piazza Navona (foto Schiavone-Toiati)
ROMA (1 luglio) - Vacanze salate per due fidanzati giapponesi in visita Roma. Qualche giorno fa i due giovani si erano concessi un pranzo al ristorante Il Passetto di via Zanardelli, in zona piazza Navona, ma al momento di pagare è arrivata la sorpresa: per due pasti completi con vino e acqua il cameriere ha presentato un conto di 579,50 euro.
In un primo momento la coppia ha pensato a un errore, ma i dubbi sono venuti meno quando sono tornati in possesso della carta di credito: sulla ricevuta risultava che al totale era stata aggiunta una mancia di 115,50 euro Il 20 per cento del conto), richiesta senza la loro autorizzazione. Nonostante le proteste, il ristoratore sarebbe rimasto irremovibile e i due hanno denunciato il titolare per truffa. Dai controlli degli agenti è emerso che i prezzi praticati ai due giapponesi non corrispondevano a quelli indicati nel menù.
Dalla ricevuta consegnata al Commissariato Trevi, risulta che i due fidanzati hanno mangiato primi piatti per 208 euro, 142 euro di antipasti, meno di 82,50 euro per i secondi di pesce e bevuto vino per 108 euro. Poi 31 per la frutta, 3 euro per l'acqua e 5 euro per il coperto.
«Il conto è esatto - ha replicato l'amministratore del ristorante, Franco Fioravanti - i due giapponesi prima hanno voluto scegliere il pesce dalla vetrina, poi hanno letto il menù e hanno confermato al cameriere». Secondo Fioravanti i due clienti avrebbero scelto piatti particolari, facendo intendere di non voler badare a spese: «Hanno voluto diversi tipi di antipasti, funghi porcini, ostriche con il tartufo cotte in due maniere diverse, gli scampi più grandi che avevamo e poi hanno scelto aragoste da 2 chilogrammi e 1 chilo e mezzo di spigola. Se si ordina cibo per cinque persone, anche il conto sarà per cinque».
Sulla questione della mancia prelevata senza consenso, Fioravanti sostiene che non avrebbe avuto motivo di richiederla senza la volontà dei clienti: «I soldi non vanno a me, ma al cameriere quindi forse c'è stato un malinteso». Il ristoratore si dice dispiaciuto: «I due giapponesi mi hanno denunciato senza dirmi niente, se si fossero lamentati al momento del conto gli avrei fatto lo sconto».
I poliziotti hanno richiesto i controlli sanitari per Il Passetto e il Servizio Igiene e Alimenti della Asl RmA ne ha disposto l'immediata chiusura per carenze igienico sanitarie, carenze strutturali, ambienti sudici e frigoriferi non funzionanti.
Altri controlli sono stati effettuati in tutto il centro storico. Dall'inizio dell'anno sono stati esaminati una trentina di ristoranti nella zona, nessuno è risultato regolare e undici esercizi sono stati chiusi.
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Lobefaro:« Sanzioni esemplari per chi commette truffe». Il consigliere provinciale Giuseppe Lobefaro, già presidente del I municipio, sostiene che «il caso del conto di 580 euro è sicuramente eclatante, ma molte truffe non fanno notizia perché l'importo fatto pagare al malcapitato turista non raggiunge cifre record come in questo caso. Occorrono norme più severe contro comportamenti disonesti che diffamano l'intera categoria».
Gazzellone (Pdl): «Episodi che rovinano l'immagine della città». Immediate le reazioni della politica e delle associazioni dei consumatori. Antonio Gazzellone, vice capogruppo Pdl in consiglio comunale ha proposto la costituzione in giudizio quale parte civile. «È indubbio, infatti, il grave danno di immagine arrecato alla città che non merita certamente gli onori della cronaca per atti pirateschi e di sciacallaggio come quelli, se confermati, perpetrati ai danni dei due turisti giapponesi che danneggiano anche i tantissimi, per fortuna, operatori onesti».
Vannini (Commissione Turismo): «Occorre una “carta trasparenza”». Il caso dei due giovani turisti giapponesi non sarebbe isolato secondo Alessandro Vannini presidente della commissione turismo e moda del Comune di Roma. «Da tempo ho proposto la “carta trasparenza” in grado di informare e di allertare il turista nei confronti di eventuali truffe. Questa carta dovrà essere distribuita presso gli hotel, i musei le stazioni gli aeroporti e in tutti quei luoghi generalmente visitati dal turista».
Rienzi (Codacons): «Più controlli in borghese al centro». La vicenda non meraviglia il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che aggiunge: «la pratica dello “spennare” il turista è assai diffusa a Roma, specie nelle zone a forte vocazione turistica. Già normalmente i prezzi delle consumazioni alimentari in pieno centro sono stellari». «La punizione nei confronti del ristoratore scorretto deve essere esemplare - aggiunge Rienzi - e al sindaco Alemanno chiediamo inoltre di disporre controlli in borghese nei bar e nei ristoranti della capitale, per punire i ristoratori che aumentano i prezzi a danno dei turisti stranieri».
Sacchi (Fipe): «Vicenda strana perchè i prezzi sono esposti». «Sono rimasto colpito da questa notizia, anche se non posso dare giudizi perchè non conosco gli estremi del caso, però assolutamente non si deve generalizzare perchè non è un fenomeno diffuso». Lo ha detto il presidente della Federazione italiani pubblici servizi (Fipe) della Confcommercio di Roma Nazzareno Sacchi. «Nel centro storico di Roma - ha proseguito - ci sono più di 5.000 esercizi, tra bar e ristoranti, esistono pertanto norme molto precise e severe volte ad assicurare sempre la massima trasparenza verso i clienti. Una truffa come questa è strana anche perchè il nostro settore è uno dei pochissimi in cui il prezzo è esposto per legge. Cercherò comunque di chiarire nei particolari quello che è successo». http://www.ilmessaggero.it |