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RISTORAZIONE. È stato inaugurato ieri a Boara Pisani il centro cottura più grande d'Italia Putin: «E con questo stabilimento il fatturato crescerà di 50 milioni»
Lo chef di Boara Pisani è in grado di scodellare qualcosa come 30 mila pasti al giorno. I clienti principali saranno i pazienti dell'ospedale di Padova e dell'Ulss 16, ma di sicuro il più grande centro di cottura in Italia, inaugurato ieri in questo comune della Bassa Padovana, ai confini con la provincia di Rovigo, permetterà a Mario Putin e alla sua Serenissima Ristorazione di fare il definitivo salto di qualità, e pure di quantità, conquistando altre commesse importanti.
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«Io ho fatto due conti - spiega lo stesso Putin, emozionato, durante il discorso di benvenuto a centinaia di persone che hanno assistito all'inaugurazione - e ho calcolato che da questo nuovo stabilimento, realizzato con i criteri più moderni e tecnologicamente avanzati, il nostro gruppo potrà ricavare altri 50 milioni di fatturato». Che, aggiunti agli oltre 200 contabilizzati nel 2009, catapulterà Serenissima Ristorazione ai vertici del settore in Europa.
Sono passati poco più di 25 anni da quando Putin, di Costabissara, ebbe l'idea di radicare a Vicenza il primo embrione di azienda di ristorazione. Poca roba, circa 200 pasti al giorno: nessuno avrebbe scommesso un centesimo su quest'idea nel 1984. Ma gli anni volano, il gruppo cresce, la scommessa viene vinta. Lo slogan sembra scritto nei bilanci della contabilità industriale: da 200 a 200 mila pasti, il passo in fondo è breve.
Ma per investire 20 milioni in un momento di recessione globale come questo richiede dosi rilevanti di due ingredienti complementari: fiducia e incoscienza. «Quando abbiamo iniziato a pensare alla costruzione di questo centro - ricorda Putin - ci trovavamo in un contesto aziendale non paragonabile a quello attuale. Ma ci siamo lanciati, confidando sulla capacità di fare squadra al di là della crisi».
Stiamo parlando di 8.500 metri quadri di terreno, 4.500 metri di superficie coperta, 30 mila pasti giornalieri di capacità produttiva, 250 dipendenti: un colosso, numero uno in Italia e, per tecnologie impiegate e accorgimenti ambientali e di risparmio energetico, numero uno anche in Europa. Con la garanzia di un appalto importante con l'azienda ospedaliera e dell'Ulss 16 di Padova. «Grazie a questo sistema di ristorazione - hanno ricordato i direttori Adriano Cestrone e Fortunato Rao - noi possiamo liberare parecchi locali e destinarli ad attività sanitaria».
Il sistema si chiama "Cook & chill", in pratica cucina e congela. Facile a dirsi, specie nel nord Europa, dove è usato molto, un po' più complicato a farsi, specie quando si vuole garantire la bontà della pastasciutta. Ma, assicura chi ha testato i risultati, il prodotto è eccezionale.
Con questo stabilimento il gruppo vicentino ribadisce e rafforza la leadership nazionale, senza dimenticare che da qualche tempo ha ampliato i propri orizzonti in Spagna (dove ha aziende che producono pasti per oltre cento scuole e dove dà lavoro a 1.000 persone) e in Polonia. E non finirà certo qui, visto che sono già in corso trattative avanzate per l'acquisizione di aziende in altri paesi del Vecchio continente....leggi tuttol'articolo di Marino Smiderle
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