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Pagina 1 di 2 Fragola, limone, cioccolato, nocciola. Ma anche carota, pomodoro, parmigiano, petali di rosa, curry. E ancora sorbetti, semifreddi, mantecati…
Il piacere del “freddo in bocca” è un piacere antico da servire a qualsiasi stagione, tanto da avere guadagnato una parte da protagonista anche al cinema, a cominciare dal muto.
Basta pensare a L’evaso (1917) di Charlie Chaplin, nel quale Charlot, affacciato ad un balcone, si fa cadere addosso il gelato che sta golosamente leccando. Facendo finta di niente, si dimena facendolo cadere a terra; il gelato scivola e rotola al piano di sotto, sulla schiena di una grassa signora. Un uomo, testimone dell’accaduto, cerca di estrarle il gelato infilandole una mano nella scollatura ma la signora profondamente risentita gli rifila un deciso manrovescio.
Charlot non è l’unico a combinare disastri: Audrey Hepburn, in Sciarada (1963) di S. Donen, fa cadere sulla giacca di Cary Grant, il cono crema e cioccolato appena preso da un ambulante sulle rive della Senna, proprio sotto Notre Dame e, sempre la Hepburn, questa volta in Vacanze Romane (1953) di William Wyler, si gusta tranquillamente un cono sulla scalinata di Trinità dei Monti.
Il gelato, che sia un cono o una deliziosa coppa, è usato anche come corteggiamento: la bella gelataia alla stazione di Civitavecchia, interpretata da Marisa Allasio in Marisa la civetta (1975) di M. Bolognini sarebbe capace di farci provare ogni gusto; il maresciallo De Sica in Pane, amore e fantasia (1955) di Dino Risi, ordina un gelato al caffè, curiosamente servito con sopra un’amarena, alla prorompente e preoccupata Sophia Loren, ma nessuno dei due lo assaggerà, o ancora la coppetta tutta crema, a Miranda Beach, che William Hurt offre a Kathleen Turner in Brivido caldo (1981) di L. Kasdan.
In La commedia di Dio (1999) di Monteiro, il “dolce freddo” diventa una vera e propria ossessione. Il regista stesso si mette a nudo, incarnando col suo corpo smagrito e allampanato, Joao de Deus, direttore di una gelateria, nonché inventore del famoso gelato Paradiso e dedito a raffinatissime perversioni sessuali. Una vita spesa tra la gelateria, dove sodomizza le ragazze in fiore che vi lavorano, dove impone precise norme igieniche, dove si dedica alla mistica del gelato e a quella fusione di profumi e sapori che avvicinano un bel cono a Dio; e la casa, dove solo, sfoglia e aggiorna la sua collezione di peli pubici femminili, raccolti in un volume intitolato "Libro dei pensieri".
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