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108 euro una bottiglia di vino, bibite a profusione, 12 ostriche, una gratinata di frutti di mare, diversi scampi grossi, 2 funghi porcini, 2 aragoste da 2 chili ciascuna da 104 euro a testa, una spigola di mare da un chilo e mezzo, frutta, tanta frutta, e un gelato. 578 euro non sono poi tanti. La cosa più ‘antipatica’ del caso ci sembra la mancia, prelevata senza il consenso esplicito del del cliente, 115 euro circa. Cameriere ‘creativo’, titolare disattento o si truffano i turisti?
La tendenza collettiva vuole che un conto da 578 euro in due sia considerato caro. Non è così per chi conosce gli alimenti ed il valore della professionalità, specialmente a Roma.
Ma perché alcune ‘cose’, con tanto di certificazione collettiva, come l’abbigliamento, i gioielli, i quadri, possono costare molto ed un pranzo, una bottiglia di vino o di olio no?
Dipende, molto probabilmente, dal rapporto e grado di conoscenza degli alimenti e della gastronomia in genere.
Ed infatti se compriamo un aceto balsamico non ci interessa sapere se è quello tradizionale ed originale del Consorzio di Modena, l’importante è che ci ricordi il gusto al quale siamo abituati: acqua, caramello ed aromi.
Non giustifichiamo il ristoratore romano ed il suo personale pronti a ridare indietro la mancia ai turisti giapponesi. Giusto prendere provvedimenti per 'correggere' inadempienze sanitarie, ma tutto questo moralismo mediatico a favore dei 2 turisti giapponesi ci sembra disarmonico considerando l’alta qualità dei prodotti e della ristorazione italiana.
Non vorremo supporre che la causa della crisi turistica attuale sia poi identificabile solo nei prezzi di alcuni ristoranti, che al contrario di quello che si pensa, sono spesso mete e promuovono il turismo enogastronomico locale.
Esistono migliaia di aziende che vendono i loro servizi a prezzi che ‘sembrano’ esagerati ma che in realtà non lo sono se abbiamo cognizione di comprendere la motivazione di quel prezzo.
Troppi forse gli operatori del settore che continuano a sfruttare il momento stagionale turistico, senza considerare gli aspetti negativi e le ripercussioni nel medio e lungo termine.
Si percepisce invece una speculazione 'esagerata' delle location in cui si mangia o si dorme, che dovrebbero rimanere invece solo un valore aggiunto alla tipologia del servizio offerto.
Sarebbe sufficiente ricordare, molti lo hanno dimenticato, che sono i turisti che fanno un favore agli operatori scegliendo determinate destinazioni e non il contrario.
Redazione EG/IT |