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Pagina 1 di 3 Chi pensa che a quarant’anni sia impensabile intraprendere un nuovo lavoro deve ricredersi.
Non solo perché per rimettersi in gioco non è mai troppo tardi ma soprattutto perché grinta, coraggio e un pizzico di pazzia sono gli ingredienti giusti per raggiungere i propri obiettivi.
A dimostrarlo sono Marco Bianco e Alfio Bo, due giovani quarantenni che, spinti da motivazioni differenti, hanno aperto una gelateria da asporto a Luserna San Giovanni, ridente paese della Val Pellice, in provincia di Torino. Niente di eccezionale, penserete voi, se non il fatto che entrambi di gelato, frighi, abbattitori e mantecatori non ne sapevano assolutamente nulla. Il locale, situato accanto alla piazza centrale del paese, è ampio e luminoso. Il banco frigo rosso e acciaio, che ospita l’ampia scelta di gusti, troneggia in primo piano mentre, sulla destra, fa capolino il frigo delle torte gelato. Sul retro il laboratorio, attentamente studiato per disposizione e praticità, accoglie i macchinari e i tavoli da lavoro mentre all’esterno panchine e sedie permettono ai clienti di sostare gustando il gelato. Li incontriamo nella loro gelateria un pomeriggio per parlare della loro esperienza con la speranza che possa risultare utile a chi – come loro – ha la voglia o l’esigenza di “tuffarsi” in una nuova sfida.
Perché cambiare lavoro?
Marco: La mia è stata una scelta obbligata. Avevo perso il precedente lavoro e dovevo rimettermi in gioco.
Alfio: Dopo 25 anni in un laboratorio dentistico sentivo il bisogno di cambiare. Tutto è diventato troppo burocratico e mi mancava il rapporto con la gente. Non per niente dell’aspetto pratico ed economico ho lasciato che se ne occupasse Marco.
E perché una gelateria?
Alfio: A gennaio si è presentata l’occasione di rilevarne una, cosa che poi non è andata in porto per diversi motivi. A marzo è venuto fuori questo locale: posizione e condizioni economiche favorevoli, niente di meglio per riconsiderare la questione! Una gelateria d’asporto, con alcuni mesi all’anno liberi, era quello che cercavamo.
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