adr: - Bob Noto

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Potremmo cominciare a parlare di cloruro d’argento e di Niepce per introdurre il tema sulla fotografia in senso storico.
Se invece vogliamo conoscere la fotografia gastronomica d'avanguardia dobbiamo parlarne con Bob Noto. Bob Noto nasce nel 1956 a Torino dove vive e lavora. Si occupa di fotografia, grafica e gastronomia ed ha collaborato con, solo per citarne alcuni, Apicius, Gambero Rosso, Giunti, Guide Rouge Michelin, Identità Golose, Il Sole 24 Ore, La Repubblica, La Stampa, L'Espresso, Lo Mejor de La Gastronomia, Panorama, Rai Sat, Slow Food e l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche.

Insieme alla scrittrice Alessandra Meldolesi ha pubblicato i libri “Cracco, sapori in movimento”, “Grandi chef di Spagna” (Giunti) e “6, autoritratto della cucina italiana d’avanguardia” (Cucina&Vini).

Puoi descriverci l’evoluzione della fotografia gastronomica negli ultimi 20 anni?
“L’evoluzione della fotografia gastronomica segue di pari passo quella della gastronomia. L’estetica gastronomica cambia e, di conseguenza, il fotografo si adatta ai nuovi dettami. Sicuramente oggi c’è maggiore pulizia e maggiore attenzione nella progettazione architettonica dei piatti”.

Cosa e chi ha contribuito a questa evoluzione?

“Nel campo della gastronomia personaggi come Guerard, Bocuse, Chapel, Arzak, Marchesi, Bras, Gagnaire, e poi ancora Adrià, Veyrat, Aduriz, Dacosta…
Nel campo della fotografia le riviste Gourmet di Johann Willsberger e, in seguito, Apicius di Montagud hanno segnato tappe fondamentali nel modo di concepire le immagini legate al cibo”.

Quanto la nuova editoria professionale ha aiutato l’evoluzione dello stile e la conoscenza del prodotto?

“Molto. Si è creata una sinergia con un pubblico sempre più esigente. L’editoria erudisce i lettori, la maggiore cultura del pubblico fa necessariamente evolvere le riviste specializzate e così via”.

Come nasce l’idea di trasformare in libro un’esperienza gastronomica, quali gli elementi necessari?

“È un po’ come innamorarsi. Ogni volta è diverso. L’unico elemento senza il quale è davvero impossibile realizzare un libro è la carta”.

Qual’ è il tuo rapporto con il professionismo gastronomico?

“Quando discuto con un cuoco sono sempre ben conscio del fatto che lui ne sa molto, ma molto più di me. Cerco di non dire idiozie. Ma non sempre ci riesco.”

EG

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