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D: Quando dice che Heston Blumenthal, è il miglior cuoco d’Europa, lo fa per quello che lui dice o per quello che lui fa nel suo ristorante? A essere sinceri, in fatto di teoria è probabile che sia imbattibile, ma nel ristorante non plasma né ciò che dice, né ciò che si suppone indaghi. Signor Ferran, io ho mangiato a The Fat Duck.
R: Già ho risposto a ciò in un’altra domanda, già ho detto che era uno dei cuochi interessanti che c’erano al mondo. E così credo. A partire da qui, il tempo dirà. Ti posso anche dire che, a parte tutto, è una gran persona.
D: Se Heston Blumenthal fosse spagnolo, continuerebbe a dire lo stesso di lui? Io credo di no. Credo che Lei voglia che il suo successore non sia spagnolo per continuare ad avere protagonismo in Spagna. Potrà così farsi pagare dalle ditte di qui per la Sua immagine, cosa che uno chef nazionale Le toglierebbe.
R: Andiamo, su!… Mi sembra che ho già dimostrato molte volte la mia ammirazione e il mio affetto per tutti i cuochi spagnoli, e che, per quanto posso, aiuto a far sì che la nuova generazione di cuochi sia migliore di quelle anteriori. Ciò è responsabilità non solo mia, ma di tutti i grandi cuochi spagnoli. Per quanto riguarda l’immagine, ho già detto che nel 2008 lascerò maggior parte dei contratti.
D: Un piccolo test. Le regole del gioco sono una frase per ogni cuoco: Joan Roca? Martín Berasategui? Quique Dacosta? Sergi Arola? Andoni Luis? Santi Santamaria? Arzak? Sánchez Romera? Ferran Adrià?
R: Caspita. Parlare dei colleghi è sempre complicato, giacché innanzitutto sono amici e inoltre non sono nessuno per sintetizzare il lavoro di tutti in una sola frase.
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