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Giovanni Parrella, un italiano in India |
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Mi piace chiedere agli chef di cucina quali sono i propri riferimenti professionali. Lo chiedo anche a lei, ma solo uno e mi dica anche il perché .
A prescindere dalla professionalità e la bravura di tanti chef, che ci rappresentano nel mondo, il punto di riferimento per molti chef italiani rimangono le nonne e le mamme. "O' ragu' comme lo fa mamma non si tocca" .
Oggi il "Food Design" è diventato una grande fonte di stimolo. Cosa ne pensa a riguardo.
Il design nel food è molto importante. Infatti si dice: " L'occhio vuole la sua parte " e sono pienamente d'accordo.
Molte volte ci si lascia trasportare dalla composizione e dal dressage del piatto, anziché concentrarsi con maggiore intensità sul gusto, freschezza e qualità.
Confrontarsi con il food design, a volte, può essere molto imbarazzante. E' sempre meglio sapersi immedesimare nel cliente, saper soddisfare "l'occhio" ed il gusto; ovviamente senza tralasciare gli odori.
Cosa pensano le "Guide" del tuo lavoro e cosa pensa lei delle "Guide". Quali sono le più affidabili secondo lei.
Le guide in India sono in fase di forte crescita. Hanno tempistiche ed esigenze diverse da rispettare, visto che le cucine europee sono differenti da quelle asiatiche.
Secondo il mio punto di vista, dovrebbero adeguarsi con i tempi. Il nostro ristorante Stax si è classificato tra i migliori ristoranti in India 2005, 2006 e 2007, quest'anno abbiamo anche avuto un riconoscimento come miglior "Ristorante Italiano in Sud Asia". Queste sono soddisfazioni. Ci sono tantissime guide; tra le più affidabili forse Times Food Guide. Tra le "nostre" guide più affidabili, Michelin, Espresso e Gambero Rosso. Forse sono solo loro che premiano realmente il lavoro e l'impegno dei professionisti.
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