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Françoise Gehring: Cosa significa per lei cucinare: gioia, creatività, rigore, improvvisazione?
I.A.: Per cucinare queste qualità sono tutte necessarie. In cucina ci vuole però disciplina, concentrazione, organizzazione, perfetta preparazione e pulizia. Ci vogliono pure nervi saldi perché i problemi da risolvere sono sempre molti.
Cucinare è comunque un'attività che ti mette in relazione con gli altri, che crea legami. Un aspetto, questo, che nelle famiglie viene sempre meno per mancanza di tempo. Eppure in cucina spesso si trova il momento per discutere e magari risolvere dei problemi che nulla hanno a che fare con il cibo.
Françoise Gehring: Dove è ancora possibile innovare in cucina?
I.A.: Come in ogni professione, le innovazioni sono sempre possibili. E' come nella moda: bisogna essere attenti e sapersi adattare. Ci sono per esempio vecchi elementi che vengono riscoperti e riproposti in modo nuovo. Penso anche alla cucina molecolare, dove si prepara il cibo con strumenti da laboratorio; anche questa modalità può avere un suo fascino e aprire nuove prospettive.
Françoise Gehring: Che cosa l'ha spinta ad Ascona? E' un angolo di mondo che può essere fonte di ispirazione?
I.A.: Questa regione offre inannzitutto ottimi prodotti. La gente, inoltre, ha una buona relazione con il cibo, ama la gastronomia ed è aperta alle novità.
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