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Colore e scelta Alimentare |
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L’interpretazione dei dati finora disponibili rende accettabile l’ipotesi di lavoro iniziale, per la quale, nel determinismo delle scelte, prevale non solo l'associazione fra oggetto e suo colore tipico, se si propongono oggetti (alimenti e non) conosciuti e diffusi nella cultura prevalente (es.: abbinamento verdura/verde, latte/giallo, ecc) ma anche una forte concordanza fra l'emozione suscitata dal colore e lo stereotipo corrente per un determinato alimento (per es., pasta con attribuzione di vitalità, dinamismo, relazione, incontro, ecc); il contrario avviene verso cibi o oggetti più conflittuali nella cultura sia individuale che collettiva, rivelatori di stati emotivi assimilabili a piacere o fuga, (es., abbinamento dolci/viola). Verso tali alimenti la scelta appare più determinata da uno stato emozionale che dal colore dei singoli ingredienti e, non essendo possibile identificarne uno di riferimento, nell'abbinamento, si trova rifugio in simboli policromatici e con simbologie contrastanti (il viola) che esprimono il bisogno di placare o addirittura censurare, lo stato di ricerca di un cibo, proibito e/o desiderato, quali, in effetti, sono i dolci (6).
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