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Pagina 1 di 7 Il comportamento di scelta alimentare è stimolato da segnali provenienti anche dall'ambiente esterno e regolato soprattutto dalla sensorialità percettiva. Tra i segnali percettivi, quelli cromatici - applicati alle varie situazioni e antropologie culturali - amplificano i contenuti simbolici facendo del colore un forte indicatore di emozioni e di comunicazioni non verbali. Per ciò che riguarda i simboli, alcuni esempi sono utili per riassumere il significato non verbale del colore nelle varie culture: il rosso è indicatore, non solo del demonio, del tradimento, del pericolo, dello stop, del sangue, del fuoco, ma anche delle forti emozioni, dell'intuizione, del concetto di calore e passione. Nella cultura islamica è il colore dell’abito da sposa. Il verde, segnale di via libera nel codice stradale, rappresenta anche la natura, la fertilità e la prosperità; nella cultura occidentale è indice di mancanza di danaro, di eccesso di introversione, di staticità. Nell'Islam è il colore sacro del Profeta (Maometto). Il bianco è l'insieme di tutti i colori, rappresenta il simbolo della purezza, dell'innocenza e della libertà da tutti gli impedimenti, ma anche il colore della sacralità nella liturgia cattolica. Il blu, colore del mare e del cielo, è simbolo di tranquillità, di appagamento, di tradizione e di fedeltà (fino all'anglosassone, “tristezza”). Il marrone, colore della terra e della tradizione contadina, è indice di piacevole benessere e soddisfacimento. Il viola, è dato dalla combinazione del rosso e del blu, è il colore della trasformazione, del potere regale, ma anche della magia, della penitenza e della pazienza.
Molte delle ricerche sul colore hanno avuto impulso soprattutto negli ultimi decenni con lo sviluppo di studi multidisciplinari. Il colore infatti, suscita interesse sia nelle scienze biomediche e fisiche che in quelle psicologiche e della comunicazione (marketing e pubblicità).
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