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Il colore giallo, associato al caldo, al sole, all’azione delle vitamine della frutta, nella cultura popolare occidentale esprime gelosia, invidia, sospetto, ira biliosa e, infine, aggressività mascherata subdolamente. In Cina, invece, indica il potere: quello dell’ Imperatore e degli dei.
Il verde è oggi ritenuto il colore della speranza, della freschezza, della fragranza, della solidità e dell’affidabilità; presso i Greci era ritenuto figlio di Ermes (azzurro) e di Afrodite (giallo). Nella cultura islamica è il colore dei profeti; nel linguaggio popolare occidentale è utilizzato come segnale di “ via libera” e come simbolo dell’adolescenza. “Stare al verde”, traduce la situazione dell’avere pochi soldi, forse in virtù dell’uso degli antichi speziali di dipingere di verde la parte inferiore delle candele. Lo smeraldo grazie al suo colore verde è stato ritenuto la pietra della fecondità e della pioggia ed ha goduto di molta fortuna che al giorno d’oggi è un po’ decaduta. Nel ‘600 gli attori si riposavano in “camere verdi” e gli incisori, per ritemprarsi dalla fatica percettiva del loro lavoro, “poggiavano” gli occhi su cristalli verdi. L’ottica moderna ci conferma che col verde l’occhio si rilassa e spesso lo troviamo in arredi di sale d’attesa, nelle sale chirurgiche e nelle divise di chi vi opera; dove ci si augura di vedere poco rosso .......... ci si veste di verde! non smentendo la complementarità fra il verde ed il rosso.
Il colore viola (fucsia, magenta), di gran moda negli anni ’30-40 più di quanto non lo fosse stato alla corte di Bisanzio, che ne fece il suo distintivo, è un colore di costosissima produzione. La porpora estratta dalla secrezione di due specie di molluschi marini (murex), simboleggiò a lungo il potere, la magia e la seduzione. I primi Cristiani lo hanno scelto come simbolo della passione di Cristo ed ancora oggi la Chiesa si mantiene fedele a questo significato. Il colore marrone, pur non riassumendo particolari significati simbolici, resta sempre il colore legato alla terra, all’autunno, alla corteccia e al legno, agli arredi semplici “poveri” che ben vengono riassunti dalle ciotole di legno, le panche e il saio dei frati. Molto utilizzato nella produzione di tessuti per la sartoria maschile, viene spesso associato alla virilità intesa come forza genuina e “naturale”.
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