|
Pagina 1 di 10 Maria Paola Graziani*, Mariateresa Balotta, Luciano Ciuffa e Carlo Cannella tituto di Scienza dell’Alimentazione, Università di Roma “La Sapienza” * Istituto di Scienze dell’Alimentazione del C.N.R. - Avellino (Italia)
Durante il recente Convegno, tenutosi a Napoli, su “Il percorso dell’Alimentazione nel Mediterraneo”, si sono confrontate esperienze di ricerca di aree disciplinari diverse ma comunque convergenti nello studio delle evoluzioni delle abitudini alimentari dell’area del mediterraneo; terre povere di materie prime ma ricche di sole e dal clima temperato ove l’uomo ha da sempre ricavato il sostentamento alimentare dal lavoro della terra e dall’allevamento del bestiame. Tutto ciò ha dato luogo ad un sistema alimentare semplice e frugale, unito ad una vita attiva, oggi ahimè rara, che è conosciuto sotto l’acronimo dieta mediterranea.
La parola dieta deriva dal latino diaeta e significa regime alimentare a scopo terapeutico; viene usata per la prima volta da Cicerone in una lettera ad Attico quando scrive: “ora comincio a curarmi con la dieta, di misure chirurgiche ne ho abbastanza” (sed ego diaeta curari incipio, chirurgiae taedet).
Il concetto di dieta mediterranea ci appare attuale anche al giorno d’oggi e occupa di diritto un posto di rilievo nella nostra cultura sia perché coniato dall’oratoria di un vero mediterraneo doc, quale Cicerone sia perché riproposto nel XII° sec. da altri mediterranei doc quali i monaci della Scuola Salernitana. La loro dottrina pubblicata come Regimen Sanitatis Salernitanum si basa su alcune regole e norme da seguire quotidianamente e di queste tre in particolare: “mente allegra, riposo, dieta moderata”.
|