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L’essiccazione
In piena estate i testi venivano essiccati al sole, esponendoli per circa un’o¬ra sotto stracci umidi e avendo cura di sorvegliarne a vista l’essiccazione: quando la terra “imbiancava” il testo era pronto per la cottura. D’inverno l’essiccazione avveniva all’interno del seccatoio per le castagne e durava una nottata. In una settimana ogni famiglia produceva e vendeva sei-otto testi: la cottura avveniva generalmente di domenica.
La cottura
La legna era di quercia, castagno e cerro: quattro tronchetti di un metro di lunghezza formavano un “recinto” che veniva riempito con legna più minuta e d’estate era acceso all’aperto. D’inverno la cottura avveniva nel seccatoio per le castagne. Per la cottura della base se ne poneva sulla legna ardente una già cotta, che veniva cosparsa di calcite macinata e sulla quale si ada¬giava quella da cuocere. Quando il testo raggiungeva metà cottura (accerta¬ta bucando la terra con una lesina da calzolaio) lo si portava a diretto con¬tatto del fuoco e vi si lasciava sino a quando diventava rovente.
Per la cottura del coperchio si usava lo stesso procedimento, mettendo a con¬tatto con le fiamme un coperchio già cotto a rovescio, con il manico tra le braci: il coperchio da cuocere era appoggiato sul primo, col manico rivolto all’esterno. A metà cottura era il nuovo manufatto a scendere fra le braci e a fare da supporto a un altro testo crudo.
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