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UNA GESTIONE AL FEMMINILE
Un tempo, i caffè erano esclusivo dominio maschile: gli uomini ci si ritrovavano per bere, fumare, parlare. Le donne “rispettabili” non potevano frequentare luoghi così poco adatti a loro. Anche in questo il Bicerin si dimostrò ben presto un locale unico: era stato aperto da un uomo, ma la gestione passò subito in mano a delle signore.
Il fatto che fosse un locale a conduzione femminile lo rendeva consono per essere frequentato dalle dame. Ma non solo, questa caratteristica diede al locale un’impronta di garbo e delicatezza che ancora oggi si è mantenuta. Dal 1910 al 1975 il locale è stato gestito dalla signora Ida Cavalli, con l’aiuto della sorella e della figlia Olga, nelle cui mani passò il Bicerin quando la mamma si ritirò. Le signore Cavalli sono state molto amate da tutta la città, diventando esse stesse un’istituzione: più padrone di casa che ostesse, amorevolmente accudivano tutti gli intellettuali squattrinati che nel loro Caffè cercavano riparo dai rigori del freddo. Molti di loro divennero poi personalità di grande rilievo, meno male che Ida e Olga Cavalli avevano dato loro un luogo caldo in cui riflettere!
Ha raccolto la loro eredità la signora Maritè Costa che con l’aiuto della figlia Eleonora ha fatto restaurare il locale e si è impegnata perché il suo valore venisse riconosciuto a livello nazionale e internazionale.
Da quando ha aperto, verso la fine del ‘700 (ma il suo interno, semplice e color miele, risale al 1830), il locale è sempre stato in mani femminili e per molti anni è stato uno dei pochi luoghi dove le donne potevano mostrarsi sole in pubblico; qui inzuppavano nel bicerin i biscottini al burro, per rompere il digiuno dopo la Messa nella Chiesa della Consolata, giusto in faccia.
(Reportage di Corby Kummer – La Stampa)
Per 65 anni, dal 1910 al 1975, il Bicerin era stato tenuto dalle due sorelle Cavalli, che molti torinesi ricordano, custodi del sacrario. Avevano in mano loro la formula, che attraverso una figlia, Olga, è passata alla nuova titolare. In quella bevanda che mescola, con un dosaggio alchemico, ma per un risultato fantastico, la crema di latte al cioccolato e il cioccolato al caffè, si nascondono tutti i sapori di Torino.
(Giorgio Calcagno – La Stampa)
Turin’s Cafés were once a male preserve, meeting places for merchants and the literati. Bicerin was different: open since 1763, it has always been owned and run by women. In time, it became fashionable for women to take their coffee there after receiving communion at the Santuario della Consolata across the piazza.
(Kieran Cooke – The Financial Times)
Difficile, dicevamo, raggiungere il banco, accostarsi al sorriso delle imperturbabili madamine che ascoltano, servono, quasi con calma, con quel sorriso cortese accattivante, che esprime un “benvenuti a Torino”, un’accoglienza che stupisce, prima ancora che l’ospite straniero, il torinese che si è concesso due passi, per scoprire le vie della città più antica.
(Renzo Rossotti – Il giornale del Piemonte)
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