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I PERSONAGGI
Ancora oggi guardando il tavolino d’angolo accanto alla vetrina, sotto l’orologio, sembra di vedere il Conte di Cavour. Il giornale in mano, sorseggia un bicerin e ogni tanto abbassa gli occhialetti per guardare la porta della Consolata. È in attesa dell’uscita della famiglia reale, pronto per accompagnare il gruppo sulla via del ritorno. Lo statista artefice dell’Unità d’Italia riflettè probabilmente a lungo sulle sorti del Risorgimento seduto fra queste mura.
Ma sono tantissimi i personaggi che hanno varcato la soglia del Bicerin... fin dalla sua nascita numerosi volti noti lo hanno onorato con il loro apprezzamento.
Forse Alexandre Dumas padre (che in una lettera parla del bicerin come di una delle cose da non perdere di Torino) incrociò spesso Silvio Pellico in questo locale, visto che lo frequentarono negli stessi anni.
Giacomo Puccini ci racconta nelle sue memorie che ogni tanto si faceva quattro passi per venire al Bicerin: abitava nella vicinissima via S. Agostino in una soffitta che egli stesso ammette di aver usato come modello per La Bohème. Chissà che non sia nata proprio a questi tavolini la partitura del suo capolavoro.
Anche Friedrich Nietzsche gustava volentieri il bicerin. Fin dal primo incontro era rimasto colpito dalla sua temperatura e pare abbia esclamato “Rovente, ma delizioso”!
La regina Maria Josè e Umberto II passarono da qui prima di ritirarsi in esilio: per un triste, eppur dolce, addio alla storica capitale. E al Regno.
Ma la lista è ancora lunga…
Era facile sorprendere Macario davanti a un caldo bicerin, in compagnia di qualche bellezza del palcoscenico o di altri attori, magari Carlo Campanini di ritorno dal set di un film di Totò. Wanda Osiris, devotissima frequentatrice della Consolata, passava spesso dalle luci della ribalta… alle luci soffuse del Bicerin.
Questo è anche un luogo amato dagli scrittori, la cosa non stupisce perché la sua atmosfera raccolta favorisce la riflessione e la concentrazione: e infatti fra i clienti ci sono stati i grandi Guido Gozzano, Italo Calvino e Mario Soldati, che fu anche importante regista cinematografico e televisivo.
Assidui frequentatori sono ancora tanti protagonisti, italiani e stranieri, del mondo dello spettacolo, dell’arte, della politica e della cultura… non li nominiamo per rispettare il desiderio di una parentesi di tranquillità che cercano ogni volta che siedono ai nostri tavolini per regalarsi qualche minuto di dolcezza.
(…) Giovanotti infervorati che si sedevano ai suoi tavoli, come Silvio Pellico che stava a un tiro di cucchiaio da piazza della Consolata, a Palazzo Barolo. O artisti pieni di ispirazione come Giacomo Puccini che appollaiato su queste sedie,impugnava la penna per vergare il pentagramma, appestando il locale, secondo le cronache dell’epoca, con il fumo delle troppe sigarette.
(Cesarino Sandassi – Il giornale del Piemonte)
Many important musicians, politicians and writers met here over the years. But it was more than a meeting place, it was a place to keep warm because so many of them were poor intellectuals living in very cold homes.
It’s hard to believe the café hosted key intellectuals, who were responsible for some of Italy’s most historic events.
(Jo McKenna – Italy Down Under- The National Magazine of Italian Australian affairs and culture)
Una ventata di allegria e spensieratezza arriva negli anni Cinquanta, portata dalle “stelle” che diventano assidui frequentatori del locale. Al Bicerin vanno Macario e tutti gli attori e cantanti di passaggio a Torino.
Incontrastata regina, tuttavia, resta Wanda Osiris, che coniugava la fede (andava a Messa alla Consolata) con solide colazioni a base di cioccolata calda e dolci della casa.
(Silvia Greco – La Stampa)
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