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Pagina 1 di 6 Il successo del locale fu dovuto a molti fattori, uno dei quali fu l’invenzione di una gustosa evoluzione della bavareisa, una bevanda allora di gran moda e che veniva servita in grossi bicchieri: era fatta di caffè, cioccolato, latte e sciroppo,
Il rituale del nuovo “bicerin” prevedeva che i tre ingredienti fossero serviti separatamente. Inizialmente erano previste tre varianti: pur e fiur (l’odierno cappuccino), pur e barba (caffè e cioccolato), ‘n poc ‘d tut (ovvero “un po’ di tutto”), con tutti e tre gli ingredienti miscelati. È stata quest’ultima formula ad avere più successo e a prevalere sulle altre.
La bevanda, nata fra le calde mura di questo piccolo Caffè, piano piano si diffonde anche negli altri locali della città, diventandone addirittura uno dei simboli. Viene servita in piccoli bicchieri (bicerin, appunto) senza manico.
La Storia Del Cioccolato – Il Cioccolato A Torino – Il Bicerin
1700 circa – La prima colazione dei torinesi è la “bavareisa”, bevanda a base di caffè, cioccolato e latte, servita in un bicchiere. Un secolo dopo, grazie al contenitore, un piccolo bicchiere con supporto e manico di metallo, si chiamerà “Bicerin”. Gli ingredienti del “Bicerin”, serviti sempre molto caldi in bicchieri di vetro, vengono proposti in tre diverse varianti: “Pur e Fiùr” (caffè e latte), “Pur e barba” (caffè e cioccolato), e infine “Un pù ‘d Tut”, una miscela dei tre ingredienti, quella che va per la maggiore ancora oggi.
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