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“Scatta la liberalizzazione dei pubblici esercizi a Pescara: d’ora in avanti per aprire un bar, un ristorante, una pizzeria o un self-service non sarà più necessario acquistare una vecchia licenza a prezzi elevati, ma sarà sufficiente presentare una domanda al Comune che ha formalmente annullato il contingentamento dei permessi.
Tuttavia, per impedire il far west dei locali, abbiamo anche istituito una serie di requisiti che dovranno essere adottati per poter aprire un’attività, requisiti che rappresenteranno la ‘soglia di ingresso’: ad esempio tutti i locali di nuova apertura dovranno essere dotati di impianti di videosorveglianza all’esterno e all’interno, essere attrezzati per la raccolta differenziata dei rifiuti, e poi garantire altri servizi di qualità, tra cui menù in almeno due lingue straniere, puntando sulla valorizzazione dell’enogastronomia locale, o avere strutture capaci di ospitare utenti diversamente abili. In altre parole puntiamo a rivitalizzare uno degli assi portanti della nostra economia cittadina concedendo a tutti un’occasione, ma chiedendo, in cambio, la qualità”. Lo hanno annunciato stamane il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia e l’assessore al Commercio Stefano Cardelli nel corso della conferenza stampa odierna convocata per presentare il nuovo Regolamento dei Pubblici esercizi.
Da questo momento, quindi, per aprire un’attività non sarà più necessario acquistare un permesso preesistente, ma sarà sufficiente presentare la propria richiesta allo Sportello unico per le attività produttive, che entro 60 giorni rilascerà la licenza.
Tuttavia – ha puntualizzato il sindaco Albore Mascia - la liberalizzazione non dovrà tradursi in un far west del mercato, con l’apertura indiscriminata di centinaia di locali che, da un lato andrebbero inevitabilmente a danneggiare gli esercizi storici, quelli che hanno costruito il tessuto economico della città e, dall’altro, avrebbero essi stessi forti difficoltà a sopravvivere. Per scongiurare la giungla dei permessi è stato redatto un regolamento ad hoc con il quale abbiamo fissato una ‘soglia di ingresso’, ossia per poter iniziare un’attività il locale deve rispondere a una serie di requisiti, alcuni obbligatori, altri facoltativi, ma comunque necessari per entrare a far parte di tale soglia e che per il Comune rappresenteranno la garanzia per l’insediamento solo di iniziative di standard elevato”.
Tra i criteri obbligatori, “oltre a quelli igienico-sanitari – ha puntualizzato l’assessore Cardelli – ci saranno la dotazione di telecamere e impianti di videosorveglianza all’esterno e all’interno dei locali, e il possesso di tutte le attrezzature necessarie per effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti. Non solo: i requisiti qualitativi richiesti prevedono invece la disponibilità di un parcheggio personale o la prossimità di un’area di sosta; la presenza di personale di accoglienza alla clientela e di addetti al controllo fuori dalle attività, ossia lo steward; la cura del decoro e dell’immagine esterna della struttura, la dichiarazione di impegno ad aderire a programmi specifici per l’uso del trasporto pubblico o taxi; l’uso di attrezzature a risparmio.. leggi tutto su http://www.leggimi.eu
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