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Montecatini - Uno chef toscano alla 'corte' degli Obama alla Casa Bianca per il party offerto dalla coppia presidenziale più famosa del mondo il giorno del compleanno della first lady Michelle, il 17 gennaio. Sarà Angelo Cardelli, esuberante chef quarantenne di Chiesina Uzzanese, paese a due passi da Montecatini Terme, ad avere l’onore di proporre agli invitati le delizie gastronomiche della tradizione toscana.
Eh sì, perché l’input ricevuto è niente fronzoli e ricercatezze: Michelle vuole piatti tipici semplici, in linea con una festa ispirata a un clima informale. Ai fornelli ci saranno, insieme ad Angelo, altri super colleghi da varie parti del mondo, scremati dopo una lunga e accurata selezione. Ma com’è arrivato Angelo Cardelli alla Casa Bianca? "Insieme al mio amico chef Simone Rugiati di Santa Croce abbiamo saputo che per la festa di Michelle Obama stavano selezionando proposte da cuochi di tutto il mondo: ci siamo candidati e siamo stati scelti. Chi se lo aspettava? Andrò negli Stati Uniti con collaboratore di Rugiati".
Eccola la proposta di assaggi che tanto è piaciuta: crostini di fegatini di pollo su bruschetta fritta, sfoglia di pane a legna con lardo di Colonnata, crostino di uva Sangiovese ristretta nel Chianti con pecorino fuso, varietà di salumi di cinta senese e pecorini, pappa al pomodoro, farinata di cavolo nero, ribollita alla senese, lasagne gratinate, stracotto di manzo al Brunello, fiorentina alla brace, salsicce di cinta con fagioli rossi di Sorana (una rarità, se ne producono solo 5 chili all’anno), filetto di bue alla Vernaccia con tartufo di San Miniato, castagnaccio, brigidini, ricciarelli, panforte, biscottini di Prato.
Per i vini la scelta sarà tra il Chianti classico Badia a Coltibuono, Antinori, Brunello di Montalcino Banfi, Ornellaia, Vermentino e Solaia di Bolgheri, Vernaccia di San Gimignano. Nei prossimi giorni Cardelli volerà a Londra, dove all’ambasciata degli Stati Uniti verrà stabilito il menù definitivo e, soprattutto, quali materie prima sarà necessario portare dall’Italia per garantire una perfetta qualità.
Una vocazione precocissima quella di Angelo per i fornelli anche perché tutta la famiglia ha sempre avuto ristoranti. "A 8 anni a Babbo Natale — ricorda — chiedevo il dolce forno per potermi esercitare...". E i dessert sono ancora la sua specialità. Quindi ovvio che abbia scelto la scuola alberghiera di Montecatini e si sia poi fatto le ossa negli hotel cittadini. Nel suo lungo curriculum però spiccano i 7 anni al lavoro per un’altra 'corte' Vip, quella di Valentino.
Per lo stilista ha cominciato a cucinare d’estate sul suo yacht, per passare poi nelle ville sparse tra Parigi a New York. Un incontro fortunato che, come lui stesso riconosce, l’ha lanciato nel giro degli chef free lance di rango, tanto da permettergli di ottenere ingaggi dalle famiglie della grande imprenditoria italiana, Fila, Campari, De Benedetti.
E le predilezioni di Valentino? "Va matto per le verdure, che devono essere presenti in tavola almeno in 7-8 varietà diverse ed è golosissimo di dolci, gelati, sorbetti. Tanti primi, pesce ma poca carne e mai rossa. L’unico caso in cui non ama il rosso: per il risotto alla milanese invece voleva così tanto zafferano che, appunto, il riso risultava rosso, più che giallo... Comunque sempre porzioni ridottissime".
Lo descrivono come persona volubile e molto decisa: anche per la tavola? "Assolutamente sì, non lasciava mai niente al caso — risponde Angelo — e decideva personalmente con me il menù nei particolari. I suoi due pallini sono i vestiti e la tavola". Emozionato per la prova al cospetto degli Obama? "Ora mentre ne sto parlando, no. Ma so per che là, nonostante l’abitudine e l’esperienza, un po’ lo sarò".
di CRISTINA PRIVITERA |