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Marc Lanteri nasce a Tenda, al confine tra Italia e Francia. La sua cucina è una continua fusione tra territori, stili, tradizioni ed è arricchita dalla straordinaria esperienza e dal bagaglio culturale dello chef. Lanteri inizia infatti il suo percorso professionale a Montecarlo, da Alain Ducasse al Louis XV poi a Parigi a fianco di Michel Rostang. Trasferitosi in Italia, lavora con Annie Feolde, Enzo Santin, Paolo Teverini. Nel 1998 si ferma definitivamente in Italia, come executive chef del Ristorante Delle Antiche Contrade di Cuneo. Qui nel 2004 arriva il riconoscimento della stella Michelin.
Nel dicembre 2008 inizia a Mondovì l’avventura al Baluardo. L’ispirazione creativa di Lanteri nasce dall’intuizione, dall’istinto del momento, ma ha come componente essenziale la tradizione franco-piemontese: una ‘memoria’ in cui si fondono felicemente montagna, mare, colline, campagna. Tutto viene riletto e reinterpretato da Marc utilizzando esclusivamente materie prime del territorio e rispettando il ritmo delle stagioni. Il risultato è costituito da piatti sorprendenti, che ci restituiscono l’emozione di un gusto legato al ricordo di un tempo, reso attuale da un grande chef.
NASCE IL BALUARDO,TRA GUSTO & CHARME
Cosa succede quando si incontrano la grande tradizione piemontese e la briosa classicità francese?
Si crea un connubio perfetto, fatto di gusto & charme: è la cucina di Marc Lanteri, chef patron de Il Baluardo, il nuovo ristorante a Mondovì, in provincia di Cuneo.
Uno spazio luminoso e accogliente, ricavato dall’antico bastione della cittadina, recuperato mantenendo intatta l’originaria struttura seicentesca e riallestito con materiali attuali quali il cristallo e l’acciaio ‘scaldati’ da una particolare tonalità di rosso, a richiamare il colore del vino, eccellenza del territorio.
Il Baluardo si trova nel cuore del Monregalese in Piemonte, tuttavia a poca distanza dalla Liguria. Qui Marc Lanteri, enfant prodige della haute cuisine francese, ma con profonde radici italiane, dà vita ad un felice incontro fra montagna, mare, colline, campagna: Provenza e Piemonte, a creare uno stile unico, inconfondibile, capace di sorprendenti riletture della tradizione, e di personalissime innovazioni. Una cucina ‘d’istinto’, che deve anche molto al personale bagaglio culturale dello chef: le quattro esperienze prima con Alain Ducasse, Christian Morisset e Michel Rostang, poi con Enzo Santin, Annie Feolde e Paolo Teverini fino a raggiungere l’eccellenza, premiata nel 2004 dalla stella Michelin.
Nascono così, nella cucina a vista incorniciata come un quadro e incastonata nelle mura seicentesche, i piatti di Lanteri, sintesi della tipicità piemontese e dell’esprit francese, con ‘incursioni’ verso il mare, sempre realizzati in modo da esaltare la freschezza e la qualità delle materie prime. La purezza dei sapori di stagione viene ulteriormente sottolineata dal perfetto abbinamento tra cucina e cantina, realizzato dalla sommelier Amy Bellotti, moglie di Marc.
Con l’apertura del Baluardo, Marc Lanteri, affiancato dalla moglie Amy, segna una nuova entusiasmante tappa nel suo percorso professionale: secondo una filosofia di ricerca del gusto puro ed essenziale proposto attraverso piatti di alta cucina del territorio, capaci di emozionare, sempre.
BENVENUTI AL BALUARDO
Amy e Marc Lanteri vi danno il benvenuto al Baluardo, dove verrete accolti da un’atmosfera di gusto & charme nel cuore del Piemonte.
Per la colazione lo chef vi propone il menù “Sur la pouce”, una scelta di due portate, senza compromessi sulla qualità, servito dal mercoledì al sabato a pranzo, a 22 euro vini esclusi.
A cena, fatevi tentare dal menù “gusto & charme”: un percorso attraverso l’ispirazione dello chef, ‘presentata’ in porzioni mignon, per degustare il meglio delle creazioni di Marc Lanteri, a 60 euro vini esclusi.
Oppure, scegliete il menù “à la Carte” assaporando la tradizione di un territorio ricco di sapori e l’arte della cucina tradizionale franco-piemontese, reinterpretata in chiave moderna e innovativa.
Ogni mese, lo Chef propone serate a tema con menù che valorizzano le primizie di stagione e i prodotti del territorio e vengono organizzate degustazioni guidate alla scoperta delle migliori cantine italiane e non. A richiesta, menù per gruppi e meetings.
Inoltre le lezioni di cucina con lo chef: Marc Lanteri insegna i segreti della sua cucina a gruppi di 6-8 persone, in italiano, francese e inglese. In regalo il grembiule personalizzato, il ricettario, il pranzo degustazione e il certificato di partecipazione.
“…LA CUCINA SI FA ARTE…”: IL PROGETTO DI ROBERTO AUDISIO
Uno storico edificio ricavato nella cortina muraria omogenea che disegnava l’antico baluardo della cittadella, il nucleo originario e più antico di Mondovì, è stato trasformato in un ristorante di charme. Un lungo intervento di restauro che non ha sconvolto l’edificio, affrontato in maniera filologica e mantenendo inalterati gli assetti architettonici esistenti, ha consentito una nuova lettura del palazzo seicentesco, facendolo rinascere con una nuova funzione. La messa a nudo delle pareti in pietra ha suggerito di lavorare ed esaltare il contrasto tra queste superfici scabre e materiche e i materiali moderni quali il cristallo, l’acciaio e le laccature di un particolare tono di rosso che rimanda a quelle particolari sfumature che assume il colore del vino, frutto del territorio locale. L’ingresso accoglie gli ospiti in una piccola hall che intende dichiarare subito il carattere forte e deciso del locale: si rimane “impressionati” dalla presenza di una intera parete scolpita a laser con un effetto di “liquidità solidificata” esaltata dal colore rosso della laccatura e dal sapiente gioco di luci che ne sottolinea la tridimensionalità. Pochi altri elementi occupano lo spazio: un semplice volume in cristallo luminoso con funzione di banco reception ed uno scaffale in acciaio che “semplicemente” espone le preziose bottiglie di vino in una sorta di “cave” a vista. Molto affascinante, da questo punto di osservazione, è la vista sulla sala principale “attraverso” l’imponente muro in pietra tagliato a vivo: quasi un metafisico passaggio nella storia dell’edificio, un salto nel tempo oltrepassando la materia per arrivare direttamente al presente, sottolineato ancora una volta da un sapiente gioco di luci rappresentato da scenografiche e scintillanti corone sospese a ricordo degli antichi sistemi di illuminazione, costituiti allora da grandi corone circolari su cui si innestavano candele, utilizzati spesso nelle dimore signorili. Un luogo così ricco di storia è stato interpretato in chiave contemporanea per ottenere un ambiente suggestivo, elegante e raffinato, nuova dimora di uno dei più grandi Chef della Provincia di Cuneo, dove “...la cucina si fa arte ...”. Nella grande sala principale una grande cornice inquadra infatti un’intera parete vetrata da cui, in un gioco di serigrafie e trasparenze, appare come in un sogno l’ambiente cucina: un vero e proprio quadro vivente, animato dal via vai del personale, in cui la maestria dello chef viene quotidianamente messa in scena diventando la vera protagonista di tutto il locale, permettendo agli ospiti commensali più curiosi di carpire i segreti di uno degli indiscussi maestri dell’alta cucina. Gli elementi di arredo sono ridotti al minimo indispensabile, così come la mise-en-place è stata studiata nei toni più discreti possibili per non distogliere l’attenzione dei commensali che, in un locale come questo, deve essere necessariamente orientata ai piatti. L’architettura dell’ambiente parla da sola: muri in pietra, archi in mattoni antichi a vista, volte immacolate, sono stati semplicemente ripuliti dai segni del tempo e sottolineati da una nuova illuminazione appositamente studiata. Un inserto in vetro a pavimento consente inoltre di godere appieno delle antiche e particolari fondazioni ad arco in mattoni, perfettamente conservate e restaurate, alla base degli imponenti muri in pietra. Al livello superiore il recupero degli ambienti, un tempo destinati alla bottega di un maniscalco, hanno consentito di allestire un’ulteriore sala pranzo ed un piccolo salotto in cui rilassarsi nel dopo pasto, gustando un ottimo distillato. Anche in questo caso si è rispettato il carattere originale degli ambienti, recuperando gli elementi architettonici esistenti per attualizzarne le funzioni: nell’antica mangiatoia dei cavalli trovano oggi collocazione preziose bottiglie di vino, protette, come in un prezioso scrigno, da grate in ferro battuto, mentre l’antica fucina è stata trasformata in un caminetto dal design pulito e contemporaneo, identificato da una grande lastra in acciaio “Corten”; un delicato lavoro nel restauro pavimenti originali ha consentito di recuperare l’antico disegno delle “poste” dei cavalli, evidenziando intarsi in legno antico e mattonelle in cotto. Comode poltrone dalle linee avvolgenti e avveniristiche, insieme a complementi d’arredo coordinati, completano l’ambiente contrastando, nei colori e nei materiali, lo stile rustico dell’ambiente che viene così smorzato e attutito senza perdere un’eleganza ricercata ma non eccessiva.
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Particolare attenzione è stata posta all’allestimento dei bagni, molto curati nell’accostamento dei materiali, che, nel rispetto dello spirito di tutto l’intervento, uniscono piani in cristallo e acciaio ad antichi lavabi in pietra lavorati a mano, in cui, al semplice avvicinarsi, si attiva una piccola cascata che crea una piacevole e particolare sensazione di benessere, esaltata da una morbida luce diffusa. Infine, il restauro del cortile privato, direttamente accessibile dall’esterno tramite un grande portone in legno, ha permesso di recuperare anche questo spazio, caratterizzato dalla pavimentazione in acciottolato e da un grande pannello decorativo in acciaio corten traforato a laser, opera di un artista locale, utilizzato come quinta a protezione della privacy dalle proprietà confinanti. Arredi in fibra con nuove linee avvolgenti e pulite, insieme ad un grande vaso-scultura di Stark creano un ambiente di grande fascino, che la sera, illuminato dalle fiammelle di mille candele e da due singolari poltrone luminose, assume un carattere particolarmente suggestivo, ricordo indelebile di un locale in cui nulla è lasciato al caso.
Credits:
concept – interior design: Roberto Audisio - Cuneo
opere architettoniche: Franco e Bruno Dini – Mondovì (CN)
Parquet: Bruno – Mondovì (CN)
Attrezzature cucina: Astec – Borgo San Dalmazzo (CN)
Sedute e Imbottiti: Moroso – Dedon
Sanitari: Villeroy & Boch
RISTORANTE IL BALUARDO
Piazza d’armi, 2
12084 Mondovì (Cuneo)
Tel e Fax 0174-330244 Mob. 338-7001914
www.marclanteri.it
Amy e Marc Lanteri sono lieti di accogliervi a pranzo e cena, dalle 12.15 alle 14 e dalle 19.30 alle 22.
Chiuso il lunedì a pranzo e il martedì
Gradita la prenotazione
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