|
Nuovo menù, qualità di sempre: a partire dai primi giorni di novembre il Ristorante Vite propone un nuovo menù in cui stagionalità e “metri zero” restano i capisaldi di una qualità che è già diventata tratto distintivo.
La stagionalità è quella offerta da un autunno ricco di primizie e golosità; i “metri zero” sono quelli che separano i prodotti delle coltivazioni e degli allevamenti di Sanpa dalla cucina di Vite.
viteIl ristorante che dalla sommità del Montepirolo abbraccia l’Adriatico e il Montefeltro, la porta attraverso la quale scoprire San Patrignano e le sue creazioni, è pronto a proseguire con un nuovo menù lo straordinario successo che dall’apertura del 2 giugno scorso ne ha già fatto una obbligata per i gourmand.
Prima delle passare in rassegna le novità, spazio agli “irrinunciabili”, i piatti che più di altri parlano di Sanpa e che dunque restano saldi in Carta. Primo fra tutti “La mora sulla scala”, la degustazione di salumi ricavati dalla razza suina romagnola autoctona che San Patrignano è stato tra i primi tutelare. Irrinunciabili anche il risotto “Vite” - guarnito con salsa di Sangiovese in purezza Avi e una golosa cialda di pancetta croccante -, i cappelletti di San Patrignano in tre modi, il succulento girarrosto e il lepriglio, l’originale connubio tra lepre e coniglio che verrà presentato sia in un antipasto che in un primo piatto.
Lo chef Fabio Rossi, alla guida di una brigata formata a San Patrignano, ci offre un’anticipazione di qualche piatto del menù in stampa: il “crudo di carne”, una composizione che Chianina – in tartare e marinata – cervo, anatra e fegato d’oca, i ravioli ripieni di patate dolci con tartufo, ragù di frattaglie di pollo e funghi Finferli, la grigliata di pesce servita direttamente al tavolo su piccole griglie appositamente realizzate dai fabbri della comunità e, tra i dolci, i “ricordi d’infanzia”, un goloso viaggio nella memoria tra zucchero filato, Orzo Bimbo, Nutella e tanti altri sapori che parlano di anni spensierati. Partire dalla tradizione per aggiungere innovazione e abbinamenti insoliti: questa è la ricetta dello chef per costruire un nuovo menù. “Non esiste certamente una regola valida per tutti – spiega Fabio –, per quel che mi riguarda si parte dal legame con la tradizione e si lavora su abbinamenti, modifiche, innovazioni”. Lavoro, lavoro, lavoro: questa è l’unica formula efficace per stimolare la creatività. “Concentrarsi ogni giorno sul proprio lavoro è l’unico vero segreto per trovare ispirazione – prosegue lo chef – poi bisogna accettare che ci sono giorni in cui le idee proprio non vogliono farsi vive e in un attimo, magari mentre sei impegnato in qualcosa di banale come pulire l’insalata, arriva il colpo di genio. È certamente questo uno degli aspetti più affascinanti del nostro lavoro”.
www.ristorantevite.it

|